Hanno scritto...... - Museo Flaminio Bertoni

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Hanno scritto......

 


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Pubblicato da LOMBARDIA NORD-OVEST rivista della Camera di Commercio di Varese maggio 2001


UN VARESINO A PARIGI: FLAMINIO BERTONI DESIGNER E ARTISTA
Finalmente, grazie ad articoli, pubblicazioni, mostre e a un'associazione di recente fondazione, si va saldando il debito che Varese aveva con un suo concittadino, Flaminio Bertoni (1903-1964). Multiforme figura di artista - fu pittore, scultore, designer, progettista... -, il suo nome rimarrà per sempre legato, nel settore del design automobilistico, a tre storici modelli della Citroen: la TA, la 2Cv e la DS.

Pierfausto Vedani

continua...........
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Pubblicato il 10 Maggio 2007 da Quattroruote

Inaugurato oggi a Varese il museo "Flaminio Bertoni", dedicato al maestro del design scomparso nel 1964.
Scultore, pittore, disegnatore, nel 1932 Bertoni inizia a lavorare per la Citroën, per la quale realizza delle vere e proprie pietre miliari nella storia del design: la "Traction Avant" (al centro), che scolpisce in una sola notte, realizzando per la prima volta un bozzetto in tre dimensioni; la "2CV" e la "DS" (in basso), solo per citare le più famose.
Sul sito www.flaminiobertoni.it si può trovare un'accurata biografia e molte immagini delle realizzazioni di Bertoni.
Il museo è aperto martedì, giovedì, sabato e domenica, dalle ore 14.30 alle 18.30 (su prenotazione, anche in altri giorni).
Il biglietto costa 3 euro; il ridotto per le scolaresche (compresa la visita guidata) e per gruppi di più di 10 persone 1,50 euro; i ragazzi fino a 18 anni e gli "over 65", invece, entrano gratis.
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Pubblicato Maggio 2007 da Metropol news

André Citroën era solito ripetere che è necessario, per riuscire, considerare in anticipo quello in cui si è sicuri di riuscire. E' sicuramente il caso di Leonardo Bertoni che oggi con l'inaugurazione del museo dedicato alla straordinaria figura del padre, corona vent'anni di impegno e dedizione, anni spesi nella costante ricerca e recupero delle testimonianze lasciate dal genio di Flaminio. Un genio rinascimentale quello di Flaminio: pittore, scultore, architetto e inventore, uomo che seppe legare il suo nome anche a molti oggetti d'uso quotidiano, tra questi l'automobile, di cui Flaminio Bertoni fu eccezionale interprete. Prima l'inconfondibile Traction Avant, modellata da Bertoni sopra un telaio straordinario, privo dell'albero di trasmissione grazie alla trazione anteriore che permise la realizzazione di una berlina spaziosa ed al contempo bassa e filante, prima auto priva dei predellini laterali ormai inutili in un veicolo che non somiglia più ad una carrozza. Poi la 2Cv, l'auto che ha cambiato il panorama della Francia (e non solo): semplice, razionale ed economica, costruita nelle sue varianti in oltre cinque milioni di esemplari, con molti aggiornamenti tecnici e poche innovazioni stilistiche, sopravvissuta persino ad auto come la Dyanenate appositamente per sostituirla. Alla vettura più economica nel mercato d'oltralpe, Citroën fece seguire il lancio di un'altra opera di Flaminio Bertoni: la DS19, indubbiamente la più rivoluzionaria vettura nella storia dell'automobile, fu un autentico laboratorio viaggiante che alla sua apparizione impressionò persino personaggi del calibro di Roland Barthes. La DS fu prodotta per vent'anni con poche variazioni nella linea ed è tutt'oggi un veicolo preso a modello per funzionalità e bellezza.
Continua...........
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Pubblicato il 11 Maggio 2007 da Virtualcar

Inaugurato a Varese il Museo Flaminio Bertoni
E’ stato inaugurato ieri a Varese il Museo Flaminio Bertoni, dedicato al grande Maestro del design (Masnago, 10 gennaio 1903 – Parigi, 7 febbraio 1964). Vero artista, si dedicò alla scultura, alla pittura, all’architettura e al disegno, e a partire dal 1932, realizzò per conto di Citroën una serie di vetture che vengono ricordate come pietre miliari del design automobilistico: dalla 2CV alla DS, dalla Tracion Avant (che scolpì in una sola notte) alla Ami… Il suo essere artista lo portò a realizzare bozzetti di stile, disegni e schizzi dotati di un dinamismo e di uno studio formale propri di un’opera d’arte, con la successiva materializzazione nelle tre dimensioni attraverso bozzetti, vere e proprie “sculture moderne”.
Il museo è nato dall’impegno pluriennale del figlio, Leonardo Bertoni, e dall’Associazione Flaminio Bertoni, nata nel 1992: finalmente, grazie anche al contributo della Provincia di Varese e la collaborazione del Liceo Artistico ”Frattini”, la città natale del designer può ospitare una speciale collezione a lui dedicata. Lo spazio espositivo, di ben 500 metri quadrati, comprende esemplari delle vetture disegnate da Bertoni, provenienti dalla Citroën di Parigi e dalla Collezione Bertoni di Varese: 2CV, DS, Traction Avant e Ami. Non mancano però le cartelle di disegni, dagli studi accademici ai dipinti più ispirati (paesaggi parigini, figure umane, ritratti dal vivo), ed anche sculture: molte di queste opere provengono dallo studio dell’artista ad Antony, vicino a Parigi, rimasto inviolato per oltre trent’anni dopo la sua morte. Una specifica sezione del Museo è riservata all’attività architettonica, con l’esposizione delle tavole con cui si laureò in architettura nel 1949, dopo alcuni anni di studi da autodidatta.
L’inaugurazione del Museo è avvenuta ieri, giovedì 10 maggio 2007, alle ore 11.00; il prossimo sabato 12 maggio 2007 alle ore 18 la Responsabile Scientifica della collezione, Erika La Rosa, presenterà le opere esposte nell’ambito degli eventi previsti per la Ministeriale Settimana della Cultura.


Sergio Chierici

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Pubblicato da Enciclopedia dell'Automobile

Flaminio Bertoni nasce a Masnago di Varese il 10 gennaio del 1903, nel Segno zodiacale della “Conquista delle Grandi Opere”, il Capricorno.  Rimasto orfano di padre, già da adolescente comincia a lavorare come apprendista falegname e poi lattoniere alla “Carrozzeria Macchi”, dove viene presto promosso a “capo disegnatore”, vista anche la sua grande passione per le automobili.  Ammiratore di Leonardo da Vinci e Michele Angelo Buonarroti, inizia presto a cimentarsi con il disegno artistico e la scultura, sotto la importante guida di Giuseppe Talamoni, Lodovico Pogliaghi ed Enrico Butti.
A vent’anni, di ritorno da una prima e feconda missione in Francia, apre un suo studio di artista in Varese e dopo quattro anni diventa progettista indipendente, offrendo la sua opera a varie carrozzerie della zona, come la Varesina e la Baroffio.  Nello stesso periodo, inizia a partecipare a esposizioni artistiche in tutta Italia, quando, non ancóra trentenne, viene assunto alla Citroën di Parigi.  Pochi mesi dopo, in una sola notte, scolpisce in plastilina il celeberrimo prototipo della rivoluzionaria Traction Avant, primo caso di vettura progettata in volume prima che nel disegno.  Da quel momento in poi, la sua carriera di artista poliedrico, oltre che di raffinatissimo progettista tecnico, è un crescendo interminabile tra opere di pittura, scultura, disegno.
Prima del compimento dei quarant’anni, Bertoni aveva già disegnato le linee definitive della mitica 2CV e di altre vetture particolari, come il primo autobus “a visibilità totale” commissionatogli da Baroffio, o come quelle di un curioso veicolo a tre ruote denominato Mathis (che verrà prodotto solo nel 1954).  È anche suo il primo furgone a pianale unico del mondo, il simpatico Citroën T.U.B., antesignano di tutti i moderni veicoli del genere.  Costretto, per un incidente, a rimanere bloccato in un letto di ospedale per parecchi mesi, Bertoni intraprende un intenso periodo di studio che lo porta a realizzare oltre duemila opere tra ritratti, dipinti, acquarelli, disegni industriali per brevetti.  Nello stesso periodo avvia gli studi per conseguire la laurea in Architettura, che otterrà pochi anni dopo nel 1944.
Nel 1955 viene presentata al Salone dell’Automobile di Parigi la sua piú immortale creazione di design automobilistico, la Citroën DS.  La Dèesse di Flaminio Bertoni è la risposta alla domanda “Può una automobile essere un’opera d’arte?”, ed è il frutto di anni di attività molto intensa durante i quali l’artista varesino si occupa anche di architettura (suo è il brevetto della “casa monolitica” e della “casa d’artista”, che ruota su se stessa per inseguire la luce del sole) e di scultura, vincendo numerosi primi premî in Europa, America e Australia.
Nel 1961 esce la sua ultima, sofferta, creazione automobilistica, la inimitabile Citroën Ami6, campionessa assoluta di vendite in Francia per tutti gli Anni Sessanta, e riconosciuta dallo stesso artista come il suo disegno piú sentito.  L’anno successivo, Flaminio Bertoni inaugura il suo nuovo atelier di Antony, fuori Parigi, vincendo ancóra una volta il primo premio al Salone dell’Arte Libera della capitale francese.
Il 7 febbraio del 1964, d’improvviso, Bertoni muore per ictus cerebrale, dopo una inutile corsa in ambulanza, una DS da lui stesso disegnata.

Rishi Giovanni Gatti

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Pubblicato il 21/02/2008 da Quattroruote


TAVOLA ROTONDA SU FLAMINIO BERTONI
Si svolgerà sabato 23 febbraio alle ore 15 la prima tavola rotonda dal titolo "Auto di ieri nel mito di oggi", organizzata dal Museo Flaminio Bertoni di Varese. Il ruolo di Flaminio Bertoni nel campo del design automobilistico internazionale e l'originalità della sua produzione saranno i temi sui quali si confronteranno auterevoli esperti.
L'iniziativa vedrà la partecipazione di Adolfo Orsi, storico dell'automobilismo (moderatore) e di Erika La Rosa, responsabile scientifico del Museo Flaminio Bertoni, curatori del convegno. Tra gli altri relatori spiccano i nomi di Olivier de Serres, studioso Citroën; Valerio Moretti, storico dell'automobilismo; Donato Coco, ex designer Citroën e attuale direttore Stile della Ferrari; Emma Zanella, direttrice della Civica Galleria d'Arte Moderna di Gallarate. Porterà la propria testimonianza anche Leonardo Bertoni, figlio di Flaminio.
Hanno contribuito alla realizzazione dell'evento il Comune di Varese, la Fondazione Comunitaria del Varesotto e Citroën Italia
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Pubblicato il 24 aprile 2008 dal comune di Lodi

FLAMINIO BERTONI: ALL'EX CHIESA  DI SAN CRISTOFORO UNA GRANDE MOSTRA ANTOLOGICA DEDICATA AL "PAPA'" DELLA 2CV
Per celebrare degnamente il 60° anniversario dell'entrata in produzione della "vetturetta francese" (la leggendaria 2CV), il Club Italia Bicilindriche Citroen, con la preziosa collaborazione del Museo Bertoni di Varese nella persona della dottoressa Erika la Rosa e con la squisita disponibilità del figlio dell'artista, Leonardo Bretoni (nonché con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Lodi, Comune di Lodi, Provincia di Varese), organizza una mostra antologica dedicata a Flaminio Bertoni, il progettista della 2 Cavalli Vapore.
Nella suggestiva cornice dell'ex chiesa di S. Cristoforo di Lodi, verrà così celebrata la memoria del grande artista varesino, paradossalmente sconosciuto ai più, nonostante la sua interessante ed eclettica produzione. Attraverso lo studio minuzioso della figura umana in staticità e in movimento e della flessuosità delle linee presenti nell'universo naturale (l'idea della forma per la progettazione del DS è stata ispirata dalla forma di un pesce), bretoni è giunto alla progettazione di vetture originalmente aerodinamiche ed estremamente attuali ancor oggi nell'estetica, passando per la scultura e gli studi architettonici tardivi. L'allestimento della mostra (curato da Alessandra Brambilla) sarà una stimolante selezione scelta di chine, carboncini e sanguigne, celebranti l'eleganza del profilo femminile e la trasposizione di questi studi nella progettazione delle linee d
elle vetture che Bertoni ha concepito e creato per la Citroёn, che saranno tutte e quattro presenti all'interno dell'ex chiesa di via Fanfulla, proponendo un emozionante confronto con le linee architettoniche del tempio progettato da Pellegrino Tibaldi.
N
ella mostra, saranno esposte anche le copie dei disegni tecnici ed alcune interessanti immagini fotografiche. Dietro l'altra, sarà predisposta una piccola zona multimediale, dove verranno proiettate immagini di repertorio sulla vita privata e artistica del designer. L'inaugurazione è in programma per sabato 26 aprile, alle ore 17.00.
Nella stessa giornata si terrà il raduno annuale delle 2CV, organizzato dal Club Italia Bicilindriche Citroen presso la Colonia Caccialanza, da cui le vetture raggiungeranno in carovana  il centro città.
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Pubblicato il 20/03/2009 da Quattroruote

La storia dell'Autodromo di Monza attraverso una serie di foto emblematiche. È quanto si può ammirare a partire dal 21 marzo, al Museo Flaminio Bertoni di Varese (via Valverde, 2). La rassegna ripercorre, attraverso il racconto fotografico, la storia di uno dei più famosi circuiti del mondo - a partire dal giorno dell'inaugurazione, il 3 settembre 1922 - con immagini dell'archivio storico dell'Automobile club di Milano.

Procedendo lungo il percorso espositivo, si possono valutare sia le modifiche apportate nel tempo alla pista sia le innovazioni tecnologiche che hanno trasformato le auto da corsa. Una sezione è poi dedicata a una selezione delle più significative immagini del concorso fotografico, aperto a tutti gli appassionati, che da 24 anni viene organizzato dall'Associazione sportiva amici dell'Autodromo e del Parco.
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Pubblicato da Il Sole 24 Ore Speciale salone di Ginevra 2009

Produzione francese, disegno italiano. La Citroën Ds è una creatura del varesino Flaminio Bertoni. Dalla penna del designer (nominato Cavaliere delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese) sono uscite alcune delle vetture più amate dai fan della casa automobilistica come la Ami 6 o la 2 CV (la mitica Due Cavalli). Ma soprattutto la De Esse (in francese "la Dea"). Presentata agli Champs Elysées nel 1955 e premiata due anni dopo alla Triennale di Milano, la Squalo non fu solo un capolavoro di design, ma anche un auto estremamente innovativa per gli anni in cui fu lanciata. E non solo. La vettura montava sospensioni idropneumatiche, che diventarono poi iol marchio di fabbrica del Double Chevron, servosterzo e addirittura freni a disco sulle quattro ruote. In questo era avanti almeno di due decenni rispetto alla migliore concorrenza tedesca. Il volante era un capolavoro di design e di sicurezza: un originale monorazza collassabile così da bon ferire in caso d'urto. Il cambio era al piantone. Fu tra le prime auto a montare l'iniezione elettronica

Citroen, rinasce il mito Ds: lo "squalo"

PARIGI – Rinasce il mito Ds: la Citroen proporrà dal 2010 una nuova versione dell'ammiraglia prodotta per vent'anni dal 1955. Lo rivela stamani il quotidiano Les Echos: nei prossimi giorni la casa automobilistica dovrebbe presentare un "concept car", "molto vicino alla produzione".
Sulla scia della riscoperta di altri miti, come la Cinquecento e la Mini, ritorna la Ds, che, pronunciata in francese, diventa "déesse", la dea, un'auto ai suoi tempi anticonformista per la linea e rivoluzionaria tecnologicamente (grazie alle sospensioni idropneumatiche con controllo automatico dell'altezza del veicolo). Fu il designer italiano (di Varese) Flaminio Bertoni a concepirla, al pari di un'altra auto di successo della Citroen, la "due cavalli".
La nuova Ds costituirà una serie, declinata in più versioni. Su quella venduta già dall'anno prossimo per il momento si sa ben poco, a parte che sarà molto più compatta dell'attuale ammiraglia della Citroen, la C6, dal successo commerciale più che deludente, soprattutto al di fuori dei confini francesi. Nei prossimi giorni Citroen annuncerà anche il cambiamento del proprio logo, praticamente intatto dagli anni Ottanta, che diventerà più "morbido" e meno spigoloso.
Riesumando la Ds, la Citroen vuole ritornare a giocare le sue carte sull'alta gamma.
A lungo con performance migliori della "sorella" Peugeot, la Citroen è ormai colpita fortemente dalla crisi: nel 2008 ha venduto nel mondo 1,46 milioni di veicoli, il 7,5% in meno rispetto all'anno precedente. Gilles Michel ha appena abbandonato le redini del marchio, dopo la sua nomina da parte del Governo francese alla guida del nuovo Fondo strategico d'investimento della Cassa dei depositi. Michel non è ancora stato sostituito.

Leonardo Martinelli

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Pubblicato 7 ottobre 2009 da Corriere della Sera


La prima tv hd? L'ha disegnata Bertoni
Il creatore della Citroen 2 cv nel 1958 disegnò il Teleavia Type P111 tv in bianco e nero con risoluzione a 819 linee

MILANO - Un'incredibile collezione di 758 apparecchi elettronici, televisori, videocamere, macchine fotografiche, registratori audio, prodotti tra gli anni Trenta e Sessanta del secolo scorso, agli albori dell’era della tecnologia di massa. È lo strano tesoro del signor Micheal Bennett Levy’s, andato all'asta qualche giorno fa da Bonhams a Londra. È avvenuto così che uno sconosciuto compratore, sborsando appena 2400 sterline, si sia portato a casa un pezzo di storia: uno dei primi esemplari di tv ad alta definizione, datato 1958, molto simile per prestazioni a quelli che campeggiano oggi nelle vetrine dei negozi di elettronica e che stanno trovando spazio anche nei soggiorni delle famiglie italiane.
819 LINEE IN BIANCO E NERO - Si chiama TELEAVIA TYPE P111 e cinquant’anni fa trasmetteva, in bianco e nero, immagini a 819 linee di scansione, quando all’epoca si viaggiava sulle 400, mentre gli schermi Hd di oggi si attestano sulle 1080. In Francia la scansione a 819 linee venne lanciata alla fine degli anni Cinquanta, era riservata ai pochi eletti che potevano permettersi apparecchi più costosi della media, e fu abbandonata nel ’68 per problemi di compatibilità con i televisori a colori che stavano arrivando sul mercato. Da allora i pochi esemplari del Teleavia Type P111 sono diventati gli oggetti del desiderio dei collezionisti, come il signor Bennett Levy’s , che ha raccontato al sito Gizmag.com come dietro questo piccolo capolavoro della tecnica ci sia anche la mano di un italiano: quella di Flaminio Bertoni, varesino, emigrato in Francia ed assunto dalla Citroen. Il suo estro partorì la carrozzeria della mitica 2 Cavalli, di cui sono stati venduti 5 milioni di esemplari fino al 1990, e la Citroen DS, la cui linea avveniristica impressionò i critici di allora, che «parlarono di un anticipo di 20 anni rispetto alla concorrenza», come si legge nella biografia che il sito della casa di produzione automobilistica dedica al designer italiano.
IL TELEVISORE - «Ma Flaminio disegnava di tutto» raccontano i responsabili del museo che la sua città natale gli ha dedicato due anni fa, dove sono conservati i modelli, i bozzetti e i brevetti di Bertoni. E tratteggiò anche la forma del TELEAVIA, il cui schermo misura 19 pollici ed e’ contenuto, insieme al tubo catodico, in un elegantissimo chassis in legno. In basso, un box con le due manopole per la ricerca delle frequenze e la regolazione del volume. Lo schermo poteva ruotare, per garantire una visione senza riflesso. Quella tecnologia oggi sta in pochi centimetri di spessore. Le tv sono piatte, essenziali e si appendono al muro come quadri. Eppure la nitidezza dell’immagine non è molto lontana da quella del TELEAVIA Solo che allora per rendere accattivante il fiore all’occhiello della tecnologia francese, progenitore dei moderni schermi ad alta definizione, ma che nell’aspetto restava pur sempre una scatola, i transalpini si rivolsero ad uno dei più grandi designer industriali italiani, allora sconosciuto in patria.

Elvira Pollina

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Pubblicato da LOMBARDIA NORD-OVEST rivista della Camera di Commercio di Varese 2010

Flaminio Bertoni Sculture su Quattro Ruote
                                                                    Flavio Vanetti
continua .......

Aerei, Elicotteri e Motori,il “Made in Varese” Fa Storia
                                                                    Luisa Negri
continua........
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Pubblicato aprile 2011 da Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo


Il "Museo Flaminio Bertoni" in collaborazione con il Liceo Artistico Frattini, ospiterà dal 9