Flaminio Bertoni - Museo Flaminio Bertoni

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Flaminio Bertoni

                                                       

Gli inizi
(1903-1931)
Breve storia di uno tra i più importanti artisti e designer italiani emigrati all’estero


F
laminio era un “bambino-adulto”. Già da piccolissimo era attratto dai disegni di Leonardo da Vinci, a sei anni espresse il desiderio di diventare architetto, di sera la madre non riusciva a mandarlo a dormire perché leggeva libri d’arte fino alle ore piccole.
Esce dalle elementari nel 1910 con un 9 in artmetica ed entra al collegio Dandolo come allievo del corso di tecnica. A 17 anni frequantava circoli artistici, conosceva i maggiori artisti varesini e poco più che ventenne firmò, insieme al suo maestro del momento, tale Enrico Butti, il suo primo monumento (ai caduti della guerra) che esiste ancora adesso in Piazza della Repubblica a Varese.
Varese “gli stava stretta” e possiamo capire la sua prontezza di spirito nel cogliere tutte le occasioni per migrare all’estero.
L’Italia, oggi come allora, non incoraggiava per niente gli spiriti più intraprendenti.

Maturazione (1931-1940)
L'arrivo a Parigi ; I primi impieghi; L'assunzione in Citroen; Le peripezzie per la giusta abitazione; La vita artistica; Nascita di Leonardo
Incontro con André Citroen; La Traction, gli altri Progetti; Il matrimonio


I
coniugi Bertoni (Giovanna è incinta di tre mesi) sbarcano alla Stazione di Gare de Lyon il 2 ottopbre del '31 con tante idee in testa, molte speranze ma poche certezze. Aldo Minazzi, amico d'infanzia lo aiuta a sistemarsi, ma Flaminio non è il tipo di appoggiarsi ad altri e in poche settimane trova lavoro alla carrozzeria SICAL e casa a Clichy, 91 rue de Landy e poi al 46 di Av. de la Marne a l'Asnière (allora ancora un villaggio alle porte di Parigi).
Flaminio conosce già Parigi per averci passato tre anni fino al 1925 su invito di una delegazione Citroen in visita alla Carrozzeria Macchi nel 1922. Dalla SICAL passa direttamente come capo progetto alla Citroen il giorno 8 luglio 1932 con uno stipendio per allora abbastanza buono di 1800 FF mensili e va ad abitare vicino al quai de Javel in rue Fredéric Magisson. La convivenza con Giovanna e con il figlio Leonardo (il nome viene dalla considerazione che Flaminio ha per Leonardo da Vinci) finisce nel 1936 con la partenza per l'Italia di Giovanna, esasperata per la totale assenza di Flaminio nella vita domestica e con l'arrivo della mamma di Flaminio il quale cambia ancora abitazione e si trasferisce nella stessa via dell'Atélier Citroen, rue du Theatre 58. Di giorno lavora ai prototipi della Traction e alla sua evoluzione, poi della VGD (futura DS) e contemporaneamente (ma solo a fasi alterne) alla PTV (futura 2CV). Di sera scolpisce, disegna, partecipa assiduamente alle Esposizioni per la sua convinzione che sarà ricordato soprattutto come artista (mentre il lavoro di progettista alla Citroen gli permette una decente vita economica e una certa mondanità), di notte partecipa alla vita parigina e all'Opera conosce la ballerina Lucienne Marondon che sposerà nel '47, madre del secondo figlio di Flaminio, Serge (1950), purtroppo deceduto appena ventenne.
È il periodo del rafforzamento in Citroen della sua figura professionale, morale e culturale, ma è anche un periodo difficile per la Casa dei deux chevrons che vede sparire con una impressionante sequenza tragica prima il patron André Citroen (1935) per malattia, poi il nuovo patron Pierre Michelin (1937) e in seguito (nel dopoguerra) la grande figura menageriale di Pierre Jules Boulanger.
Tutti morti (come il figlio di Flaminio) in incidenti stradali.Flaminio, dopo il lancio della Traction (1934), lavora su innumerevoli progetti sia per la Casa madre sia per Case affiliate o vicine alla Citroen e anche per altri progetti alternativi (Andreau, SIA Plemme 4, ERSA, Autobus Imperial e vetture Delahaye, Mathis 333) e, in più, Concorsi e Brevetti.
E arriva l'entrata in Guerra della Francia prima, e dell'Italia appena dopo.
Ma le due Nazioni erano su fronti opposti.

La guerra (1940-1945)
Citroen in guerra e Flaminio su opposti fronti

S
coppia la guerra e Flaminio si trova nella parte sbagliata: come italiano viene prima arrestato poi liberato dai tedeschi alleati all'Italia quindi di nuovo arrestato alla liberazione come possibile collaborazionista . . . infine liberato per intervento “dall'alto”. In Citroen ne avevano assoluto bisogno e qualcuno si è dato da fare a rimetterlo al lavoro in rue du Theatre.
A parte le vicende personali e politiche è interessante leggere cosa dicevano i giornali dell'epoca in merito all'industria automobilistica.
Nella riproduzione del settimanale in edicola nel luglio 1942 sono elencate le idee meccaniche e stilistiche delle auto del futuro e le immagini mostrano chiaramente le previsioni
del momento, idee dello stesso Flaminio e della Casa Citroen che non doveva essere estranea alla stesura dell'articolo.
Infatti leggiamo nell'elenco: carrozzeria aerodinamica, un faro solo, sospensioni pneumatiche, tergicristallo avvolgente, parcheggio automatico della vettura, cambio automatico, colori vivaci per le carrozzerie, sedili ad amaca, aria condizionata ecc ecc.
La guerra ha poi fatto posticipare tutte queste innovazioni, ma è interessante vedere come già se ne parlava nel 1940/42 pur in assenza dei tradizionali Saloni dell'Automobile.


Il dopoguerra (1945-1956)
Dall'industrial design all'estetica industriale

D
al 1947 Bertoni lavora attivamente su quel modello che 10 anni prima aveva la sigla VGD (Veicolo Grande Diffusione), in pratica l'erede dalla Traction. L'evoluzione della futura DS è ben espressa da un piccolo volumetto edito da Les Chevrons de l'amitié (9 rue Allard 94160 Saint-Mandé).
La prima “forma” a grandezza naturale della futura DS non è stata realizzata nell'Atelier di rue du Theatre ma a 80 km da Parigi, nel garage della Tenuta di La Ferté-Vidame dove normalmente venivano provate le vetture Citroen in pista. Il modello è in gesso, ha già le ruote, i vetri e un profilo laterale indiscutibilmente nell'estetica della futura DS. Il modello è andato perduto (come quasi tutte le maquette fatte da Flaminio) ma è stato Faben Sabatès a trovare tre vecchie foto fatte dallo stesso Bertoni. Ora questo fatto è importante perché dimostra che tutti i tentativi e le modifiche successive furono se non inutili, quantomeno eccessivi in quanto
Flaminio aveva già in testa la soluzione, ma per convincere i vari settori della Casa, ci vollero ben sette anni!
Certamente non anni completamente persi perchè servirono a Flaminio e ai suoi aiutanti a perfezionare sempre di più l'idea iniziale senza tralasciare il resto della produzione: il trasporto leggero e pesante la fourgonette, gli interni, i cruscotti, e la "S" quella che sarebbe rivelato comel'ultimo capolavoro di quegli anni: la
Citroen-Maserati.
Inoltre Bertoni aveva la sua intensa vita artistica nonché progettuale per una nutrita serie di brevetti. In quegli anni prese anche la laurea di architetto (1949).
Appena uscita per le strade la Ds fu subito oggetto di innumerevoli commenti, apprezzamenti e critiche. Sui quotidiani di allora si facevano pagine intere su questa auto definita “la radicale”. In America, a Chicago,l' Istituto del Design la inserì nell'elenco delle cento cose più belle del Mondo (unico oggetto francese!).
Le officine ricostruite di rue de Javel per anni non ospitarono che DS e ID.

Dalla DS alla AMI6 (1956-1964)
Gli anni dei successi e delle discussioni infinite

L
a presentazione della DS al Salone del '55 fu un fatto epocale. Nonostante i giornali del tempo, in particolare l'Auto-Journal (già querelato nel '52 dalla Citroen per furto e divulgazione di progetti industriali), avessero divulgato in anticipo foto e caratteristiche tecniche (non si seppe mai a carico di chi all'interno del Bureau d'Etudes), la contemplazione dal vivo della vettura fu una rivelazione, uno shok, un affronto. Non solo ne risentì tutta l'industria automobilistica, ma anche il gusto del pubblico sconcertato e impreparato a tanta audacia. Soprattutto la DS lanciò un altolà al gusto di un consumatore che si stava adeguando all'american-style, pacchiano, pesante, carico di cromature ed orpelli in forme senza tecnologia né ricerca funzionale. Qualcuno incominciò a cercare chi fosse responsabile individualmente
di una simile coraggiosa temerarietà e si fece il nome di Bertoni che ebbe suo malgrado una foto sui giornali del tempo, cui seguì una pesante rappresaglia da parte
della Casa che non voleva assolutamente identificare il prodotto con un qualsiasi nome. Bertoni ricevette una letteraccia: “. . . signor Bertoni lei fa parte dei 370
quadri della Casa e come tale lei si deve astenere da qualsiasi apparizione individuale”. Flaminio incassò, ma si rifece presto: la “sua” AMI6 era un' opera
inequivocabilmente “bertoniana” forse l'opera scultorea più rappresentativa del suo genio artistico come sostengono i principali collaboratori di Flaminio, Robert
Opron e Henri Dargent. E non fu nemmeno l'ultima opera perchè la “S”, futura SM , era nata nei suoi precocissimi disegni, già nel 1954.
A livello internazionale vediamo l'espansione del Marchio Citroen in Italia a Milano in via Gattamelata nel 1970, in Inghilterra con la Bijou e sui giornali di tutto il mondo.
Una curiosità: a 40 anni dal lancio, la 2CV era ancora presente nelle pagine della celebre Automobil Revue del Salone di Ginevra nel 1987. Nel 1961 esce la AMI6.
Flaminio Bertoni muore il 7 febbraio 1964 per ictus cerebrale.





 Flaminio Bertoni


Flaminio Bertoni nasce il 10 gennaio 1903 a Masnago di Varese.

  • 1918

Consegue il diploma di licenza tecnica presso l'Istituto Tecnico Francesco Daverio di Varese. Rimasto orfano di padre interrompe gli studi ed entra come apprendista falegname alla "Carrozzeria Macchi", prima di passare al reparto lattonieri, dove nasce la sua passione per l'automobile.
Ammiratore di Leonardo da Vinci e di Michelangelo, inizia a disegnare e scolpire sotto la guida di Giuseppe Talamoni, e frequenta gli studi di Lodovico Pogliaghi ed Enrico Butti, con cui collaborerà alla realizzazione del monumento ai Caduti di Varese.


Giuseppe Talamoni


  • 1922

La direzione Macchi, viste le sue capacità di disegnatore, lo passa allo studio progetti.



Bertoni alla "Carrozzeria Macchi"


  • 1923

Una delegazione di tecnici francesi in visita alla Macchi, vedendo i suoi disegni, lo invita a fare esperienza in Francia. In aprile parte per Parigi.

 Bertoni alla Citroën


  • 1925

Termina l'esperienza francese e rientra alla carrozzeria Macchi col grado di capo disegnatore.
Apre un proprio studio d'artista in via Indipendenza 3, a Varese. 1929 o Si dimette dalla Macchi e apre uno studio di progettazione nel quartiere Vittoria 7 (ora via Francesco Crispi ). I suoi primi clienti saranno la Carrozzeria Varesina nella stessa città e la Carrozzeria Baroffio di Malnate.

  • 1930

Per la prima volta partecipa a tre esposizioni: a Varese "Mostra di San Pedrino", a Milano "Esposizione sociale" della società delle Belle Arti di cui è socio dal 1928 e a Roma alla "Prima esposizione nazionale dell'animale nell'arte".

  • 1931

S'innamora di una giovane, Giovanna Barcella, ma ostacolato dalla madre, che vorrebbe fargli sposare una cugina, chiude i due studi e in ottobre parte con la compagna per Parigi.


                                                                                                                                                                                                                Giovanna Barcella



  • 1932

Il 25 aprile nasce il suo primo figlio, Leonardo, e il 27 giugno viene assunto alla Citroën.


Leonardo Bertoni


  • 1933

In una sola notte scolpisce la Traction Avant in plastilina, realizzando per la prima volta un progetto in volume e non in disegno.

  • 1934

La Traction Avant esce sul mercato. Inizia ad esporre in Francia e ottiene subito il terzo premio di scultura alla 4.a Exposition des Beaux Arts ad Asnières.


Traction Avant


  • 1935

Partecipa alla 5.a Exposition des Beaux Arts d'Asnières e alla Exposition de la Ville de Versailles, ottenendo in tutte e due il 2° premio di scultura.
Inizia gli studi per una nuova vettura Citroën: la 2 CV.
La Carrozzeria Baroffio di Malnate realizza su suo progetto il primo autobus a visibilità totale, cioè con la cabina avanzata sul motore.

  • 1936

Espone alla Galleria Carmine a Parigi, con altri artisti italiani tra cui De Chirico, De Pisis e Corbellini.
La sua frenetica attività lo porta ad essere sempre più assente dalla famiglia, così Giovanna decide di separarsi e il 15 febbraio ritorna in Italia col figlio Leonardo.
Rimasto solo, partecipa ad altre esposizioni parigine: Salon des Tuileries, Salon d'Automne, Salon des Artistes independants, Salon des Artistes Français.
Progetta un veicolo a tre ruote denominato V3R per la ditta ERSA di Curbevoie che però rimane allo stadio di prototipo. Uscirà nel 1954 come MATHIS 333.

  • 1937

Ritorna a Parigi il figlio Leonardo, accompagnato dalla nonna paterna, Angela.

  • 1939

Firma la carrozzeria del primo furgone a pianale unico, il T.U.B.
I venti di guerra che soffiano sull'Europa, lo decidono a far ritornare in Italia la madre con il figlio. Presenta la sua prima personale nella Galleria Carmine e poi la ripresenta a Varese in agosto.

 Bertoni sulla sua BMW


  • 1940

Dopo la dichiarazione di guerra dell'Italia, si trova nelle vesti di un nemico della Francia. Non rinuncia alla sua nazionalità e l'11 giugno viene arrestato in attesa di essere internato in una colonia d'oltre mare francese. L'arrivo a Parigi delle truppe germaniche ne impedisce la traduzione e viene liberato.
Un serio incidente di moto, durante un servizio comandato per la Citroën, lo costringe per oltre un anno in clinica, subendo ben sei interventi chirurgici per salvargli la gamba sinistra, che però resterà più corta di tre centimetri. Sono di questo periodo i numerosi disegni di ritrattistica, gli studi per brevetti e l'inizio degli studi per ottenere la laurea d'architetto. Invia in Italia al Ministero della Marina Italiana una proposta di brevetto per un siluro magnetico (posto nella testata, farà attirare lo stesso dalla massa ferrosa delle navi nemiche).
Il progetto gli viene rinviato con la motivazione che non era accompagnato da prove pratiche. Durante la degenza studierà anche la lingua tedesca.

  • 1941

A fine anno riprende il lavoro presso la Citroën, mentre nel suo atelier di rue du Theatre 48, prepara le nuove sculture da presentare alle esposizioni parigine.

  • 1942

Per le vacanze estive rientra a Varese per trovare la mamma Angela e il figlio Leonardo, oltre a concedersi un periodo di riposo.

  • 1943 o In occasione di una sua personale a Montparnasse, conosce Lucienne Marodon, prima ballerina alla Scala di Milano e all'Opera di Parigi e se ne innamora.


  
   Lucienne Marodon

  • 1944

Venerdi 25 agosto le truppe francesi liberano Parigi e il 31 viene di nuovo arrestato con l'accusa di collaborazionismo, ma dopo tre giorni viene liberato per l'inconsistenza dell'accusa stessa.


  • 1945

Alla Citroën riprende la progettazione della 2CV e della V.G.D, vettura che dovrà sostituire la Traction Avant. Presenta sempre nuove opere alle maggiori esposizioni parigine. Presso l'Istituto Figlie della carità (suore italiane a Parigi) fa amicizia con Monsignor Angelo Roncalli, Nunzio apostolico in Francia (poi divenuto Papa Giovanni XXIII) e il suo consigliere Monsignor Silvio Oddi, poi divenuto Cardinale della Curia vaticana.



La DS presentata a Papa Giovanni XXIII

  • 1946

Ritorna in Italia e incontra Giovanna per definire il destino di Leonardo, il quale viene affidato definitivamente alla mamma.

  • 1947

Flaminio sposa Lucienne Marodon presso la Cappella delle suore italiane Figlie della Carità.

  • 1948

Il 7 ottobre, al salone dell'Automobile di Parigi, viene presentata la sua seconda Opera stilistica, la 2 CV, che diventerà un fenomeno mondiale.



La 2CV

  • 1949

Il 27 giugno nasce il secondo figlio, Sergio, e due giorni dopo riceve la Laurea in Architettura, coronando così gli studi intrapresi sul letto d'ospedale nel 1940.



Sergio Bertoni

È l'anno in cui presenta i brevetti per cerniera multipla regolabile in posizione (ancora oggi usata per il fissaggio delle assi dei WC), molla a tripla pressione (svolgi rotoli per carta igienica e da cucina) ancora oggi in uso anche se con forme e materiali diversi.

 Cerniera multipla regolabile

  • 1950

Inizia l'attività di architetto con diversi progetti in Parigi e nei comuni limitrofi. Viene nominato socio d'onore dall'Accademia degli Euteleti di Sam Miniato di Pisa per aver donato all'accademia un calco funerario del viso di Napoleone trovato presso un antiquario parigino (da analisi e confronti eseguiti sul calco sembrerebbe essere il primo eseguito dopo la morte dell'Imperatore).

  • 1953

Primo premio di disegno e il secondo di scultura al Salon International de l'Art Libre di Parigi.

  • 1954

Sempre al Salon International de l'Art Libre ottiene il primo premio di scultura.

  • 1955

Viene presentata al Salone dell'Automobile di Parigi il suo capolavoro di design, la DS, che oltre a segnare la storia dell'automobile di questo secolo, lo porrà nell'Olimpo degli stilisti.

"Cacteurs", Expo Limoges, 1956   


  • 1956

Nel campo dell'architettura brevetta un sistema per la costruzione della casa monolitica, con questo brevetto saranno costruiti a Saint Louise, negli stati Uniti d'America, 1000 case unifamigliari in soli 100 giorni. È invitato dall'UNESCO a presentare le sue opere all'esposizione di Limoges in occasione delle Olimpiadi di Melbourne. Sarà presente con tre sculture.

  • 1957

La DS 19 Citroën è esposta alla Triennale di Milano ed ottiene il primo premio come opera d'arte industriale.


DS19

  • 1959

Nuovo primo premio di scultura al Salon International de l'Art Libre di Parigi, e secondo premio al Le Salon des Artistes Français.

  • 1960

Terzo premio di scultura al Salon des Artistes Français, Inizia la costruzione del suo nuovo atelier ad Antony, comune della periferia parigina.

  • 1961

Esce la sua ultima realizzazione di design, l'Ami 6. Il ministro per la cultura francese, il premio Nobel Andrè Malraux, lo nomina Cavaliere dell'ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese. È il giusto riconoscimento ad un uomo che tanto ha dato alla cultura francese.

Ami6



  • 1962

Ancora un primo premio di scultura al Salon International de l'Art Libre. Inaugura il nuovo atelier di Antony.

  • 1964

Muore improvvisamente il 7 febbraio per ictus cerebrale.
Il direttore d'una rivista d'arte francese ne scrive il necrologio: Flaminio Bertoni, scultore di talento che noi perdiamo. Siamo costernati alla notizia della sua prematura morte. È stato uno spirito superiore ed un'anima sincera.
Faceva parte dell'élite che si eleva al di sopra di quella che noi osiamo chiamare "Società umana"





 
 
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