Archivio mostre 2014 - Museo Flaminio Bertoni

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Mostre/Eventi 2014

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Mostra 24 Maggio - 15 Giugno 2014

INDOSSARE FLAMINIO BERTONI

                                                                                                                                                  
                                                                                                                    GIOIELLI ISPIRATI ALLE CREAZIONI DEL GRANDE DESIGNER

A cura di
Cristian Visentin Renata Castelli Alberto Bertoni

Dalla 2 CV alla Traction Avant gli studenti del corso di progettazione orafa dell’azienda speciale della Provincia di Varese hanno realizzato monili ispirati a vetture storiche.Una mostra che rende omaggio al grande designer Flaminio Bertoni e lo fa attraverso un connubio insolito: è stata inaugurata  l’esposizione “Indossare Flaminio Bertoni”, che mette in vetrina gioielli disegnati dagli studenti del corso di progettazione orafa dell’azienda speciale della Provincia varesina. Curata da Cristian Visentin, Renata Castelli e Alberto Bertoni,la mostra prende spunto dai modelli di automobili nati dalla creatività del designer di inizio Novecento, come  la Citroen 2 CV, “Lo squalo” Ds, l’Ami6 e la Traction avant. Entrato nella storia per vetture che hanno fatto sognare generazioni grazie alla modernità del design, Bertoni è il protagonista indiretto dell’esposizione.

 Vernissage              Recensione su        Video

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30 e 31  maggio 2014    
Raduno Citroën

Raduno Citroën Traction Avant e DS


ll museo Flaminio Bertoni organizza un raduno di auto d'epoca dedicato alle vetture Citroën
che vedrà la partecipazione di numerosi appassionati provenienti dalla Francia.
Al raduno saranno esposte oltre a 20 Traction Avant le Citroën Ds cabriolet presentate dai più grandi club Citroën francesi.

Programma del raduno
Giorno 30
Arrivo di 40 persone alla guida, rispettivamente, di una DS e di 20 Traction Avant.
Il loro riferimento è Olivier Pertin e il loro Presidente è Jean Louis Pouusard.
Alle 9 raduno davanti al Museo con tutte le auto e breve presentazione da parte del Presidente dell’Associazione PierGuido Baj.
Giro del Lago con partenza alle ore 11.00
Pranzo a Baveno e prosecuzione del giro verso Chamonix.
Giorno 31  
Arrivo del secondo gruppo di visitatori arriverà bordo di numerose DS. Si tratta di 20 equipaggi del club IDEALEDS (Anne Marie Bindner).
Arrivo previsto al Museo verso le 11


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Mostra  22 Febbraio - 15 Marzo 2014
                                                  Carlo Parolo: l’uomo e l’artista
                                                                                                 
a cura di
                                                                                                                                 Laura Conconi e Massimo Conconi

Il Liceo Artistico A. Frattini e il Museo Bertoni di Varese, da sempre attenti interlocutori ed osservatori della realtà artistica della provincia, ospitano l’iniziativa della Pro Loco di Casorate Sempione finalizzata a rendere omaggio all’artista e intellettuale Carlo Parolo (1920 – 2008) tramite la mostra monografica Carlo Parolo: l’uomo e l’artista che inaugurerà il 22 febbraio 2014.
Personaggio eclettico e vivace, allo stesso tempo uomo schivo e appartato, Carlo Parolo si forma nel secondo dopoguerra frequentando il corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera: è per l’appunto dagli anni della formazione che prende avvio la mostra monografica. A fine didattico, ma non solo,saranno esposti album con studi di architetture classiche, talvolta tradotte in quinte teatrali, e di costumi di scena esemplari per il tratto sciolto e deciso. Come molti artisti varesini, il suo percorso sembra essere caratterizzato da una visione non fideistica della modernità: la tradizione non è rigettata ma diviene un terreno fertile, il luogo dell’incontro e del dialogo; da ciò deriva il suo apprezzamento per il lavoro di artisti isolati, che agiscono lontano da quanto accadeva nei centri più aggiornati e da lui definiti “impegnati” in quanto concentrati a scavare nei meandri della propria psiche. Basti ricordare Mario Alioli, ma anche Karl Plattner, come apertamente dichiara nelle numerose recensioni di mostre.
Il teatro, unitamente all’interesse tutt’altro che dilettantistico per la fotografia, sono il background di Carlo Parolo dal quale sviluppa una forte attenzione per la persona che diventa ambito d’indagine di tutta la sua produzione. La serie di dipinti genericamente indicati con il termine Maschere nascono proprio per questa assidua e costante indagine sull’uomo.
In mostra vi saranno, inoltre, le opere della serie Incubi: creazioni astratte nate dall’inconscio dell’artista in cui si susseguono forme oniriche e mostruose che prendono vita dalla densa materia pittorica e da polvere d’ossa
.
Infine, sarà esposto anche un gruppo d’opere, per lo più veloci disegni e schizzi, dal carattere intimo e religioso, in cui la carne straziata del Cristo è metafora del dolore dell’artista e dell’intero genere umano.


Vernissage    Comunicato stampa   

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Mostra 5 dicembre 2013 – 27 aprile 2014
Museo Maxxi Roma (evento esterno)


"Effetto Erasmus"      
                                                                                    Architetti italiani all'estero


La mostra EffettoErasmus indaga l’accelerazione progressiva che il fenomeno dell’architettura italiana “migrante” ha avuto negli ultimi decenni. Dal lavoro degli studi già affermati sul piano internazionale ai progetti e lavori dei giovani studi italiani all’estero, per mettere in luce sia la “qualità diffusa” del loro lavoro, sia la fitta rete di collaborazioni e atelier transnazionali nati in seguito alla diffusione della “generazione Erasmus”.
E infine i “migranti” eccellenti, non solo architetti, ma voci, facce e storie capaci di raccontare un fenomeno molto esteso e di dare sostanza ed energia all’impegno di chi cerca di far sì che questo prezioso talento italiano possa tornare in patria.

La mostra "EffettoErasmus" è curata dalla Dott.ssa Domitilla Dardi Design Curator – MAXXI Architettura


Contributi sulla mostra "ERASMUS EFFECT" in catalogo
                                                 Giovanna Melandri, Presidente Fondazione MAXXI
                                                                  Margherita Guccione, Direttore MAXXI Architettura
                                                                                      Pippo Ciorra, Senior Curator MAXXI Architettura     


  MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo Via Guido Reni, 4 A 00196 Roma     

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Mostra  12 Aprile - 04 Maggio 2014

                                                                                "L'uomo e il suo doppio"
                                                                                                         
opere di Constantin Migliorini

L’uomo e il suo doppio:

Il dipinto è un tessuto. Nel senso più autentico del termine: intessuto. Una trama e un ordito, un recto e un verso. Nei dipinti di Constantin Migliorini il corpo è intersecato dalla psiche, la materia è filigranata dall’anima e dai suoi fantasmi. L’immagine antropomorfa si sdoppia e si moltiplica in una sala degli specchi zoomorfa. La figurazione umana non è direttamente stravolta e complicata, come in tanta figurazione contemporanea, alla Bacon per intenderci; no, qui le convenzioni della percezione visiva sono all’apparenza mantenute. L’effetto di profondità viene ottenuto non scavando entro la materia corporea, bucandola, torturandola, applicandole uno di quegli infiniti sistemi sadici di supplizio a cui l’arte ci ha abituati, ma facendo della superficie lamierata del dipinto uno specchio che moltiplica e insieme deforma, che spalanca la superficie corporea sulla dimensione psichica. L’anima come effetto di alleggerimento del corpo. La materia pittorica, il pigmento, incrosta e indurisce il corpo, mentre linee sottili come fili (ancora l’immagine del tessuto) lo sciolgono, lo smaterializzano quasi, dandogli quella inconsistenza che è originariamente propria dell’anima, quella del respiro. Terra e aria, colore e linea, pesantezza e leggerezza.
Guardo affascinato i dipinti di Constantin Migliorini, quasi una galleria di antenati in senso darwiniano, di archetipi animali che l’uomo si porta dentro e dietro, leggibili fra le righe, le pieghe, le rughe dei volti e delle schiene. Li guardo, ma non ne sono inquietato. Capisco perché: tanto sfoggio di animalità non nasconde la tragedia di una inconscia, freudiana, incontrollabile bestialità. Non a Darwin mi rimanda l’arte di Constantin, ma alle fiabe. Si tratta di un immaginario poetico nel quale lupi maiali e diavoletti provengono dalle eteree e fiabesche regioni degli orchi dell’infanzia. È un’infanzia che deve più alla fantasia dei fratelli Grimm che al polimorfismo perverso del dottor Freud. Colgo qui qualcosa di piacevolmente gioioso, di leggermente scherzoso, perché sono in presenza della leggerezza dei fantasmi. E che cos’è un fantasma se non la proiezione eterea di una materia che, in un processo chimico e psicanalitico di sublimazione, diventa aria? Ecco chi è Constantin Migliorini. Finalmente ne ho la rivelazione: un acchiappafantasmi, un
ghostbuster. Quante operazioni si possono compiere con la pittura: persino catturare i fantasmi. Le figurine zoomorfe, allora, ci svelano biografie fiabesche, sono diari di corpi che ci narrano di quel fanciullino (sempre lui) che secondo Platone parla dentro di noi, facendo capolino fra le rughe dei nostri volti, nei lampi dei nostri occhi, nelle pieghe delle nostre bocche.

Prof. Ermanno Morosi


WebSite: www.constantinmigliorini.com
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